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Attenzione alle piante !!

ATTENZIONE ALLE PIANTE!

Le intossicazioni da piante negli animali, non sono frequenti, ma quando avvengono sono difficili da diagnosticare per la scarsa evidenza dei segni clinici e la mancanza di informazioni.
Anche alcune piante comunemente presenti nei nostri giardini o all’interno delle nostre abitazioni possono contenere sostanze tossiche che i nostri animali possono accidentalmente ingerire.
Il medico veterinario deve conoscere quali piante possono intossicare gli animali, i sintomi dell’intossicazione e i rimedi. L’anamnesi è molto importante per identificare correttamente la pianta.
Di seguito vedremo quali sono le più comuni piante che possono dar luogo a intossicazioni, a volte anche molto gravi, negli animali domestici.

PIANTE DA GIARDINO:

RICINO:  è una pianta erbacea annuale molto diffusa, coltivata a scopo ornamentale.

La specie più sensibile è il cane, che si intossica per ingestione dei semi o dei panelli, impiegati come fertilizzanti. I semi contengono una fitotossina, la ricina e un alcaloide, la ricinina. La pianta risulta tossica anche per l’uomo: l’ingestione di 2-3 semi può infatti provocare la morte di un bambino. Tuttavia l’olio di ricino (purgante) non è tossico.

Sintomi

Dopo 18-24 ore dall’ingestione si ha un aumento della temperatura corporea. Gli animali si mostrano assetati. Compaiono vomito, bruciore alla bocca, edema della mucosa buccale e della lingua, diarrea emorragica, coliche, dolori addominali, crampi, prostrazione.

BELLA DI NOTTE : La “bella di notte” è una pianta comune dei nostri giardini i cui semi e radici risultano tossici. I principi attivi che la rendono tale sono alcaloidi, resine e arabinosio. La tossicità si esplica a livello del tratto digerente, dove determina soprattutto irritazione.

Sintomi

I sintomi dell’ingestione di semi o radici sono dolori allo stomaco, nausea, vomito, diarrea. Inoltre Può causare aborto. Il contatto con la pelle può determinare dermatiti.

OLEANDRO: L’oleandro è un arbusto cespuglioso sempreverde indigeno delle regioni mediterranee.
Il principio attivo è l’oleandrina, un glucoside cianogenetico che svolge a livello cardiaco un’azione simile a quella della digossina.

Sintomi

Nausea, vomito, diarrea sanguinolenta, stomatite, convulsioni, crampi, atassia, aritmie, problemi epatici

PIANTE DA APPARTAMENTO:

Anche gli steli e le foglie di alcune tra le più diffuse piante di appartamento contengono sostanze tossiche se ingerite da cani o gatti. Ecco le più comuni:

STELLA DI NATALE: La stella di Natale  è una popolare pianta da appartamento, presente soprattutto nel periodo natalizio. Risulta tossica per cani e gatti. L’intossicazione avviene per  ingestione e/o masticazione di foglie e brattee. La pianta contiene una linfa color bianco latte.

Sintomi

La sintomatologia compare con irritazioni delle mucose dell’apparato digerente (più gravi se oculari), dermatiti vescicolari, bruciore a lingua e labbra, edema, congiuntivite, lacrimazione, vomito, diarrea, tremori. La prognosi è in genere favorevole con risoluzione dell’intossicazione.

MONSTERA: Può accadere che cani e gatti mastichino la pianta. Storicamente la sindrome da intossicazione da Monstera  è stata attribuita alla presenza di cristalli di ossalato di calcio nella pianta. Studi recenti invece indicano la presenza di una sostanza proteica che rilascia istamina. Infatti i segni clinici sono compatibili con una reazione da istamina.

Sintomi

Dopo la masticazione si ha evidenza di dolore e irritazione e compare ipersalivazione. Tuttavia risulta più pericoloso il rigonfiamento a livello faringeo; anche la lingua si gonfia tanto da protrudere fuori dalla bocca. La respirazione è resa infatti difficoltosa, fino ad avere forte dispnea. Indicato il trattamento con antistaminici.

DIEFFENBACHIA: La dieffenbachia è una diffusa pianta d’appartamento priva di fiori, la cui linfa provoca intossicazione grave nel gatto, più lieve nel cane, per masticazione delle foglie o degli steli.

Sintomi

L’avvelenamento da dieffenbachia provoca irritazione e intenso dolore a livello di cavo orale, edema ed infiammazione delle mucose buccali, edema della glottide, asfissia, cecità, vomito, ipersalivazione, diarrea, tremori, albuminuria, ematuria, nefrite acuta.

BACCHE ORNAMENTALI:

Alcune piante producono bacche che possono costituire un pericolo per gli animali domestici come il cane e il gatto. Occorre fare particolare attenzione durante il periodo di Natale, durante il quale vengono utilizzate anche all’interno delle abitazioni come decorazioni.

AGRIFOGLIO: L’agrifoglio è un arbusto o albero sempreverde alto fino a 10 metri, con bacche rosse dal fogliame verde scuro lucente. L’ingestione di bacche e foglie è tossica per cani e cavalli. I principi attivi sono licina e tannini. Le bacche contengono sostanze emetiche e purganti: 20 bacche possono uccidere un cane.

Sintomi

I sintomi dell’intossicazione sono vomito, diarrea intensa, torpore, a volte coma e morte.

VISCHIO: Il vischio è un arbusto perenne sempreverde che vive da parassita su diversi alberi a foglia caduca, come meli peri, pioppi, querce, ecc. Le sue radici penetrano nel legno della pianta parassitata per trarne nutrimento. Il seme è circondato da una sostanza appiccicosa che contiene viscotossine.
L’intossicazione ha andamento stagionale per ingestione di grandi quantità di frutti nel periodo natalizio. Le bacche attraggono cani, equini, bovini mentre tordi e merli, che se ne cibano, sono immuni.

Sintomi

L’ingestione determina atassia, midriasi, salivazione, vomito, diarrea, poliuria, ipotensione, coliche e morte se non si interviene mediante trattamento sintomatico.

Articolo tratto da web

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